UNDER ICE 2018

Un brivido lungo più di 30 anni....

 

XXXIII° Stage ANIS per Immersione sotto i ghiacci (the original).

Un brivido corre lungo la schiena, appena sotto lo strato della muta.

Non solo a causa della temperatura dell’acqua poco superiore a zero gradi centigradi, ma soprattutto per le emozioni uniche che regala questo tipo d’immersione.

 
 

Tuffarsi sotto ad un lago ghiacciato non è da tutti, ma con l’ANIS (Associazione Nazionale Istruttori Subacquei) non serve chissà quale esperienza subacquea, al massimo un po’ di sangue freddo, per affrontare un’avventura che sarà in ogni caso indimenticabile.

 
 
 
Giochi di luce con i blocchi di ghiaccio tagliati
 
 

I raggi del sole filtrano attraverso la coltre di ghiaccio che ricopre il bacino delimitato creando un affascinante gioco di luci mentre il percorso sotto la superficie gelata sembre segnato da una sorta di “filo di Arianna” , un cordone ombelicale che garantisce la sicurezza dei novelli “sub delle nevi”.

Sotto si può ammirare ciò che il clima rigido ha intrappolato nella sua crosta glaciale: foglioline, bolle d’aria e perfino qualche minuscolo animaletto a cui la natura ha riservato uno scherzo gelido. 

 
 

In Italia questa attività (abbastanza rara) si svolge prevalentemente nei laghi del Nord, dalla fine di gennaio fino a marzo.

E’ il periodo scelto da alcuni tra cui l’ANIS, la didattica che più di tutte ha dato continuità a questa particolare immersione ripetendola ogni inverno da ben trentatré anni, un compleanno che ha festeggiato proprio in questo 2018 al Lago di Lavarone, in provincia di Trento. 

 
 
 
Per il Direttivo ANIS hanno presenziato il Presidente Diego Bertolani, il Segretario Stefano Saliola e il Consigliere nazionale Carlo Reali.  
 

Ogni volta nel piccolo ma incantevole specchio d’acqua, vengono aperti diversi fori nel ghiaccio che nella stagione fredda arriva ad avere uno spessore variabile da venti a quaranta centimetri.

Lo spazio dove i sommozzatori si introducono viene delimitato da assi di legno per evitare scivoloni pericolosi ed è costantemente controllato dalle Forze dell’Ordine, veri “Angeli Custodi” e che collaborano alla riuscita dell’evento, insieme agli esperti ANIS e a uomini della Protezione Civile.

 
 
 

I volontari si occupano anche di allestire nelle vicinanze delle tende riscaldate per la preparazione e l’accoglienza. Gli organizzatori invece, nella Sala Convegni del Comune, con una esaustiva e simpatica spiegazione illustrano le modalità dell’immersione, le tecniche e i modi per comunicare con l’esterno: a seconda del numero di strattoni sulla cima, a cui ogni sub viene assicurato, si può segnalare che tutto stia andando per il verso giusto o al contrario l’insorgere di eventuali problematiche (mai accadute vista la perfetta organizzazione).

 Un assistente sommozzatore è sempre vestito con l’attrezzatura, vigile, pronto ad intervenire e entrare in acqua in qualunque momento, perché la sicurezza viene prima di tutto. 

 

LEZIONE TEORICA SABATO MATTINA
 
 
 
 
 

Nei punti scelti per l’immersione, che come sempre si effettua rigorosamente in coppia, il fondo del lago si trova a circa dieci metri (su una profondità massima che nel lago di Lavarone raggiunge i sedici metri) ed ospita addirittura alcuni resti fossili di un bosco di abeti antichissimo.

E’ sotto la lastra di ghiaccio che però il cuore sale in gola: dopo i primi metri il buco d’ingresso non è più visibile e inevitabilmente sale l’adrenalina, pochi attimi che lasciano spazio ad un senso di pace e benessere.

 
 
 
 
 
 

Molti giocano con l’aria che si muove sinuosamente non trovando una via di fuga verso la superficie, altri puntellano con le mani la brina sovrastante o scattano foto indimenticabili. Il tipo di muta utilizzato (umida, semi-stagna, stagna), dipende dall’ospite e da quanto è freddoloso, il resto dell’attrezzatura è studiato per reggere senza conseguenze le basse temperature che si affrontano in montagna e nel corso di questo insolito appuntamento. 

 
 
 
 

Per aiutare i “sub-alpini” a sostenere il peso della bombola nel trasporto vengono messi a disposizione simpatici slittini perfettamente a tema. Anche la bombola viene fornita dall’organizzazione e per questo si ringrazia il Centro di Formazione Sommozzatori. 

 
 
   

Il tuffo è breve ma intenso, passano una decina di minuti e bisogna riemergere per evitare di fare la fine dei cuboni di ghiaccio prelevati e che al termine dell’evento vengono riposizionati per non modificare in nessun modo l’ambiente circostante e il lago montano.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

SUBACQUEI ARRIVATI DA CATANIA !!!
 

Un ringraziamento a chi ha caricato le bombole per tutti i partecipanti

 
 
Milena, una ragazza di oltre 70 anni. FANTASTICA !
 
 
 
 
 
 
 
LUCI SUL LAGO
 

Ad attendere gli “eroi” degli abissi gelati c’è sempre una meritata barretta di ottimo cioccolato e i più audaci possono optare addirittura per un vin brulé utile a riscaldare il corpo e brindare ad un’esperienza durante la quale la pelle d’oca è assicurata.

 
Di  Federico Marietti
Ph  Elisa Godino
 
   

APPUNTAMENTO AL PROSSIMO ANNO

26 - 27 GENNAIO 2019 !!!

 
   
   

RINGRAZIAMENTI

 

OSPITI D'ONORE

Ringraziamo il Dottor Marco Kogoj, medico iperbarico. Il CNSAS  - Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, con la Componente Speleosubacquea presente con Luca VIncenzi e Giorgio Graglia. Si ringrazia la MARES.

 
   

Forze dell'Ordine

 
   
   

Club e Circoli presenti

 
Ringraziamo le Scuole e i Gruppi intervenuti. In ordine sparso: LionFish, Bucanieri, Sommozzatori Riviera del Brenta, Katane Diving Club, Etna Divers, SAR Barletta, Acquazzurra, Dive BLu, Arvu Sub, CPAS, Monza Soccorso, Bergamo Sub, Scuola Subacquea Atlantide, Stella Maris  
   

RIngraziamo lo Staff ANIS che si è dato da fare come sempre. In ordine sparso: Luca Villa, i ragazzi di Monza Soccorso, Ivano Petrucci, Daniela Neglia, Paolo Consonni, Fabio Visentin, Alessandro Sabucci, Carmine Zitoli.