Il Dottore ci dice

LESIONI DA ANIMALI MARINI

Il Dottor Riccardo Ristori, Direttore Scientifico Salvamento Academy,

nonchè Presidente IARR - International Academy of Rescue and Resuscitation,

ci offre questo articolo molto molto interessante, sia per chi ha figli piccoli, sia per gli adulti.

A TUTTI I GENITORI CON FIGLI IN ETA’ PEDIATRICA  (e non solo)
Lesioni da organismi marini

In questi giorni aumentano con frequenza esponenziale le domande sul trattamento delle lesioni da organismi marini ed è molto facile cadere nella rete delle cure “fai da facebook”; inizierei a fare alcune precisazioni sul ruolo dell’urina. 
L’urina è ritenuta una potentissima neutralizzatrice delle sostanze velenose emesse dalla medusa, in quanto conterrebbe ammoniaca. Purtroppo per avere ammoniaca nell’urina occorre una malattia; normalmente la normale funzionalità epatica trasforma l’ammonio (tossico per il cervello) in urea. 
Questa è una prima complicazione per le cure fai da facebook, che però si potrebbe risolvere andando a ricercare per la spiaggia qualche persona con malattia epatica o con un’infezione delle vie urinarie disposta a spisciacchiare sul molto malcapitato. 
Ma una seconda altrettanto grave complicazione è che l’ammoniaca, non ha nessun potere antidotico o curativo contro le lesioni da medusa, anzi potrebbe avere un effetto urticante sotto i raggi solari.
Passiamo ora al capitolo calore come rimedio per la tracina: innanzitutto specifico che è vero, il calore ha un’azione lenitiva in quanto va a distruggere le proteine tossiche inoculate dalla tracina. 
Ma attenzione al tipo di calore: è dannoso curare con la fiamma di un accendino o generalmente la fiamma libera di un fuoco, che se è vero che distruggono le proteine del veleno in modo rapidissimo, distruggono allo stesso tempo e con orrenda evidenza la cute e il sottocute generando un’ustione di I-II grado; che sebbene sia facilmente curabile solo dal laureato in fai da facebook mediante olio di canfora, latte di fico, uova, ecc, il molto malcapitato non ne sarà felice.
A chi venisse in mente di curare mediante la fumigazione della parte colpita, posso solo confermarne l’inutilità. Il potere lenitivo viene solo offerto dal calore umido che è in grado di penetrare la cute, il sottocute e diffondersi nei tessuti molli in cui stanzia per un breve periodo il veleno della tracina.

 
   

Passo ora ai consigli meno popolari per la cura delle lesioni da organismi marini.

MEDUSE – Alcune specie di questi invertebrati determinano dolorose lesioni cutanee mediante i tentacoli, che rilasciano sulla cute e sulle mucose organuli pungenti detti “nematocisti”.
Per intervenire su una lesione da medusa seguite la seguente procedura:
• Indossate i guanti di protezione;
• Non lavate la pelle con acqua dolce, solo con acqua di mare per rimuovere il grosso dei tentacoli (se presenti);
• Asciugate la parte, evitando di sfregare la cute;
• Lavate la parte lesa con acqua calda per circa 20 minuti;
• Applicate acido acetico al 4-6%, oppure gel al cloruro di alluminio;
• Tenete la parte urticata all’ombra.
• Evitate l’utilizzo di pomate al cortisone;

 

TRACHINO o TRACINA (pesce ragno):

Ha pinne dorsali con 5-7 spine velenose. In seguito a una loro puntura il dolore è immediato e violento; poi si estende rapidamente lontano dalla sede della puntura. Il picco del dolore si ha dopo 20 – 50 minuti e può protrarsi per 24 ore o addirittura, anche se attenuato, per più giorni.
Per intervenire su una puntura di trachino seguite la procedura di seguito riportata:
• Pulite la ferita da eventuali residui visibili (frammenti di spine, sporco, ecc);
• Fare immergere immediatamente la parte colpita in acqua molto calda (37 - max 40 °C) per almeno mezz’ora; le tossine di natura proteica sono infatti termolabili e divengono inoffensive con il calore. 
Questa procedura sarà efficace nell’attenuare il sintomo doloroso solo se praticata nell’immediatezza, bastano pochi minuti di ritardo e il tutto sarà vano. Evitate la sabbia molto calda e soprattutto l’acqua fredda.

 
 
   

RICCI DI MARE:

Mediante le loro spine provocano ferite puntiformi che causano intenso dolore locale. I frammenti di spine nel lungo periodo possono provocare granulomi. Per intervenire su una serie di punture di riccio seguite la procedura di seguito riportata:
• Pulite la ferita da eventuali residui visibili (frammenti di spine, sporco, ecc.). Per rimuovere frammenti di spine di riccio dalla pelle non bisogna tirarle, ma cercare spingerle in direzione opposta a quella di penetrazione, per fare in modo che non si spezzino all’interno della ferita;
• Lavate la ferita con acqua calda;
• Applicate una pomata antibiotica, se a disposizione, o consigliare di applicarla;
Non spalmare direttamente prodotti medicali antistaminici o al cortisone oltre ad essere inutili, in alcuni casi possono essere dannosi per la cute.

 

Articolo del Dottor Riccardo Ristori.

Maggiori informazioni su www.iarr.eu